La fuga di Pulcinella

Pulcinella era la marionetta più irrequieta di tutto il vecchio teatrino. Aveva sempre da protestare, o perché all’ora della recita avrebbe preferito andare a spasso, o perché il burattinaio gli assegnava una parte buffa… “Un giorno o l’altro, taglio la corda!”.

E così fece. Una notte, egli riuscì a impadronirsi di un paio di forbici dimenticate dal burattinaio, tagliò i fili che gli legavano la testa, le mani e i piedi e propose ad Arlecchino: “Vieni con me”.

Arlecchino non voleva saperne di separarsi da Colombina.

“Andrò da solo” decise.

Si gettò coraggiosamente a terra e via, gambe in spalla.

“Che bellezza” pensava correndo “non sentirsi più tirare da tutte le parti da quei maledetti fili!

Che bellezza mettere il piede proprio nel punto dove si vuole”. Il mondo, per una marionetta solitaria, è grande e terribile, ma ad ogni buon conto,

Pulcinella si rifugiò in un giardino, si acquattò contro un muricciolo e si addormentò.

Allo spuntare del sole si destò e aveva fame. Intorno a lui non…Continua a leggere»

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